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BENEFICI PER L'IMPRENDITORE E IL DIPENDENTE

Il welfare aziendale rappresenta un innovativo strumento di relazione tra impresa e dipendenti, capace di creare valore per entrambi in un’ottica win win. Ma cosa si intende esattamente con welfare aziendale?

È l’insieme di azioni volte a migliorare i risultati dell’impresa mediante uno strutturato ventaglio di strumenti, finalizzati al miglioramento del clima interno e del benessere del singolo lavoratore.

Il welfare aziendale nasce principalmente dalla volontà di integrare il welfare di primo livello (per questo viene spesso indicato anche con il nome di secondo welfare) oggi non più capace di rispettare gli standard desiderati, attraverso la realizzazione di iniziative volontarie da parte delle imprese, spesso in accordo con i sindacati.

Una politica aziendale (perlopiù promossa dagli HR Manager o dai responsabili della CSR) capace di recare benefici in primis al singolo dipendente che ottiene dall’azienda per cui lavora un’attenzione “esclusiva” attraverso sostegni concreti, specifici e mirati al proprio momento di vita e poi all’imprenditore, permettendo di ridurre il cuneo fiscale e migliorando l’organizzazione aziendale attraverso la diminuzione dell’assenteismo e l’aumento della produttività. Infine, in ottica ancora più in generale, il welfare aziendale genera ricadute positive anche sul sistema socio economico del territorio in cui l’azienda opera.

In concreto un piano di welfare aziendale serio ed efficace è caratterizzato da una esauriente offerta di servizi in relazione alle esigenze personali e familiari dei lavoratori in modo tale che essi ne possano usufruire in maniera flessibile: questa è la ratio dei cosiddetti flexible benefit, le erogazioni di carattere non monetario, ma contraddistinte da un valore economico più che tangibile che, grazie alla flessibilità rispetto alle esigenze del lavoratore, al favore fiscale sia per il datore che per il dipendente e alla adattabilità nel tempo in funzione delle fasi del ciclo di vita, si stanno gradualmente diffondendo anche in Italia, specialmente nelle aziende di grandi dimensioni.

Ed è proprio il vantaggio fiscale che spesso porta l’imprenditore a spingere l’acceleratore sul welfare aziendale: il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) chiarisce, infatti, che i componenti di welfare aziendale non rientrano nel reddito di lavoro dipendente e quindi non sono sottoposti alla medesima tassazione. Ulteriore beneficio si trova nella capacità dell’azienda di ottenere a prezzi più vantaggiosi servizi che al singolo costerebbero di più.
Il dipendente, da parte sua, non è esclusivamente fornitore di una data prestazione professionale ma al contempo diviene anche un vero e proprio cliente, scegliendo i beni, i servizi, o le prestazioni di welfare offerti dall’azienda o per la cui fruizione quest’ultima è intervenuta facendo fronte, integralmente o meno, ai relativi costi.

In Italia una delle realtà maggiormente all’avanguardia nella realizzazione di un piano di welfare aziendale è Luxottica: l’azienda veneta ha introdotto in maniera innovativa a partire dal 2009, in accordo con i sindacati, un pacchetto di incentivi applicato ai circa ottomila dipendenti dei sette stabilimenti italiani e dell’ufficio milanese volto ad offrire un concreto sostegno al potere di acquisto dei dipendenti con forme di remunerazione non monetaria complementare alle tradizionali forme di remunerazione monetaria (salari e premi di produzione): shopping card individuale per acquisti di beni alimentari e di uso quotidiano, contributo a diverse tipologie di spese sanitarie sostenute dai lavoratori e dai loro familiari, servizio di assistenza sociale per prevenire e curare disagi della persona e dei familiari, supporto per l’istruzione scolastica, borse di studio per gli studenti meritevoli, microcredito di solidarietà per i dipendenti in difficoltà ad accedere ai canali ordinari del credito bancario.
Aziende particolarmente lungimiranti stanno percorrendo, sulla scia di Luxottica, la strada che permette di evolvere un illuminato programma di welfare aziendale in un sistema organizzativo innovativo ed efficiente in cui si coniugano profitto, benessere e leadership e di cui sono beneficiari sia l’imprenditore che i dipendenti.

Nel passaggio dalla grande impresa alla PMI il concetto della singola azienda che promuove pacchetti di welfare aziendale può essere sostituito da una rete di aziende che insieme progettano e realizzano percorsi di welfare, anche con il supporto e la facilitazione di associazioni datoriali e non.

Un modello, questo delle PMI aggregate per realizzare piani di welfare interaziendale, che risulta peraltro decisamente più adatto al nostro territorio, caratterizzato fortemente da aziende micro o piccole.

Una sfida interessante che rimette in gioco valori antichi, ma di straordinaria attualità, quali la fiducia, la collaborazione, la condivisione e il fare rete tra imprese e tra imprese e territorio.

Articolo pubblicato su “Genova Impresa”, Confindustria Genova, giugno 2014