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Temporary Management

IL CONSULENTE DIVENTA IMPRENDITORE

Condivisione del rischio, assunzione di responsabilità e gestione complessiva di progetti imprenditoriali all’interno dell’azienda cliente sono le principali caratteristiche della innovativa figura professionale.

Il Management Consulting è un settore vitale dell’economia del nostro Paese, rilevante per il contributo che fornisce al sistema produttivo nazionale e per il ruolo di creazione di valore e di innovazione.

A livello internazionale, come è stato ribadito anche agli Stati Generali di Assoconsult svoltisi nello scorso giugno, esso sta attraversando un percorso di trasformazione, iniziato già prima della attuale fase di recessione, ma dalla stessa reso ancora più evidente ed incisivo: il Management Consulting, inteso come body rental e brain outsourcing sta superando gli spazi del problem solving operativo, evolvendo verso la creazione e la gestione di veri e propri progetti imprenditoriali all’interno dell’azienda cliente.

Analogamente, la figura del Consultant, tradizionalmente considerato un “facilitatore” tra la Direzione e il Personale e un coordinatore di progetti, diventa ora parte dell’organizzazione cliente per un periodo di tempo, condividendo responsabilità e rischi del progetto, secondo un orientamento tipicamente imprenditoriale e meno consulenziale. Da una parte le imprese stanno imparando ad apprezzare la gestione temporanea come strumento per ottenere un salto di qualità in tempi certi e con una spesa controllata; dall’altro, i manager hanno imparato a riconoscersi nel ruolo di “imprenditori di se stessi” ed a vedere nella mobilità una fonte di sfide professionali sempre nuove.

L’evoluzione del Management Consulting sfocia, cosi, in una nuova forma: il Temporary Management, in grado di cogliere alcune tra le principali sfide oggi imposte dal contesto in cui opera l’Impresa; le aziende imparano a ricorrere all’opportunità di impiegare un nuovo strumento di gestione (la gestione temporanea d’impresa) che consente loro, in determinate circostanze, di soddisfare sia l’esigenza di competenze di alto livello (non sempre reperibili sul mercato del lavoro o dentro la propria organizzazione), sia la necessità di non sovraccaricare la struttura dei costi fissi di lungo periodo (che l’impresa sarebbe obbligata a subire nel caso di assunzione a tempo indeterminato) per mantenere la snellezza e la flessibilità essenziale a tenere testa agli scenari tempestosi degli anni più recenti.

Secondo l’associazione che riunisce i Temporary Manager nel Regno Unito, l’Interim Manager Association, (nel mondo anglosassone essi sono chiamati “Interim Manager”) un Temporary Manager è un executive indipendente nonché project manager con una serie di successi quantificabili e dimostrabili, capace di adattarsi ai nuovi ambienti e di produrre risultati, mentre le società che offrono servizi di Temporary Management devono garantire disponibilità e continuità, risultati immediati, esperienza diversificata e consolidata, obiettività, trasferimento di know-how e competenze.

L’ambito di attività del Temporary Manager è principalmente la Direzione aziendale ma la sua attività può, e in alcuni casi deve, essere estesa a tutte le altre aree aziendali considerate strategiche per la competitività dell’impresa, quali per esempio Commerciale e Marketing, Produzione, Amministrazione e Finanza, Human Resources, Information Technology, R&D.

Temporary Management e Management Consulting non sono alternativi, bensì complementari, in quanto operano con approcci diversi: nell’approccio tipico della consulenza il Consultant non entra a far parte dell’organico dell’azienda e non riceve deleghe operative; consiglia, propone soluzioni/modelli di business, assiste nell’implementazione di quanto proposto; il Temporary Manager invece, per il solo periodo di tempo necessario a realizzare il progetto, entra a far parte dell’organico dell’azienda e riceve deleghe operative; non solo propone ma prende decisioni, le implementa e le gestisce.

Per queste caratteristiche di “incisività”, il “manager a tempo” interviene nei momenti straordinari della vita di un’azienda, sia negativi, sia positivi per gestire l’accelerazione del cambiamento e dell’innovazione necessari per competere.

La qualità che contraddistingue il vero Temporary Manager è la capacità di rendersi inutile il più presto possibile: rivelerebbe che il manager ha lavorato correttamente e velocemente, che il cliente è soddisfatto e presumibilmente lo richiamerà per ulteriori progetti, altre missioni e ne parlerà bene con i clienti.

Gli Stati Uniti sono la patria del Temporary Management (si veda l’articolo “In futuro le posizioni più importanti per manager e professionisti potrebbero non essere più a tempo pieno” pubblicato su Business Harvard Review nel maggio 2012). Per l’Italia la lezione dei Temporary Manager pone una sfida culturale: vedere nel mercato un luogo dal quale uscire non significa essere sconfitti, ma avere l’opportunità di rientrare ancora più forti.