Via Giorgio Byron 14/3 - 16145 Genova
+39 010 8596646 | 647 | 648

L’Italia riconosce le Benefit Corporations

LA LEGGE DI STABILITÀ INTRODUCE LE SOCIETÀ BENEFIT

L’introduzione delle Benefit Corporation si configura come un salto di paradigma nel fare impresa, innovativo a livello europeo, perche’ affianca ai risultati economici quelli sociali e ambientali, e in generale per la collettività, come vincolo di mandato.

Con la legge di stabilità 2016 il Parlamento italiano ha introdotto nell’ordinamento giuridico un nuovo strumento, la Benefit Corporation, un’impresa caratterizzata dal fatto che nell’esercizio dell’attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, persegue una o più finalità di beneficio comune nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente e di ogni altro stakeholder.

 

Gli amministratori di una Benefit Corporation, dunque, e qui sta il cuore dell’innovazione, sono formalmente impegnati nello sviluppo di risultati “bilanciati” (economici, sociali e ambientali) dei quali si impegnano a dare conto a tutti gli stakeholder.

 

Storico può essere considerato questo risultato: l’Italia, infatti è il primo Stato al di fuori degli USA, a riconoscere le Benefit Corporation, dimostrandosi così capace di tracciare la strada per il resto d’Europa in un percorso di innovazione economica riguardante i modelli d’impresa.

L’iter legislativo volto al riconoscimento di questa nuova forma di società è iniziato ad aprile 2015 con la presentazione da parte del senatore Mauro Del Barba del disegno di legge n. 1882 contenente “Disposizioni per la diffusione di società che perseguono il duplice scopo di lucro e di beneficio comune” che poi è stato incardinato come emendamento nella legge di stabilità 2016, entrata in vigore dal 1 gennaio, anche grazie alla campagna di sostegno promossa da Nativa, Country Partner per l’Italia  del B Lab statunitense e prima B Corp Certificata italiana.
La nuova normativa permette agli imprenditori di avere una libertà maggiore, costituisce un innovativo impulso di carattere economico privo di costi per lo Stato e consente di attrarre investimenti volti a produrre un beneficio comune.
Nello specifico, la legge da un lato obbliga la società benefit ad indicare nell’ambito del proprio oggetto sociale le finalità specifiche di beneficio comune che intende perseguire, dall’altro le permette di introdurre, accanto alla denominazione sociale, le parole: «Società benefit» o l’abbreviazione: «SB», e utilizzare tale denominazione nei titoli emessi, nella documentazione e nelle comunicazioni verso terzi.
Inoltre il legislatore prevede che la società benefit rediga annualmenteuna relazione da allegare al bilancio inerente il perseguimento del beneficio comune e che include:

  • la descrizione degli obiettivi specifici, delle modalità e delle azioni attuati dagli amministratori per il perseguimento delle finalità di beneficio comune e delle eventuali circostanze che lo hanno impedito o rallentato;
  • la valutazione dell’impatto generato;
  • una sezione dedicata alla descrizione dei nuovi obiettivi che la società intende perseguire nell’esercizio successivo.

Ad oggi in Italia le società che hanno ottenuto la certificazione di Benefit Corporation sono 9 (presto diventeranno 10, ad esse si aggiungerà anche Banca Prossima) e sono attive in diversi settori tra cui alimentare, cosmetica, IT.
Mixura dal 2012 segue con grande interesse lo sviluppo del tema sia a livello internazionale che a livello italiano, prendendo parte attiva nell’opera di divulgazione: è del giugno  2015 la pubblicazione curata da Isabella Cristina, partner di Mixura, “Benefit Corporation. Nuove possibilità di fare impresa tra profit e non profit” che rientra nel progetto CSRPiemonte realizzato da Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte

Isabella_Cristina

Isabella Cristina
isabella.cristina@mixura.com