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Confindustria Giovani e la digitalizzazione per il futuro dell'Italia

MIXURA PARTECIPA AL 46° CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA

Mixura venerdì 10 giugno 2016 ha partecipato al 46° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria dal titolo “Niente storie. Facciamo la storia” che si è tenuto a Santa Margherita Ligure.

Tantissimi gli ospiti e i temi discussi. Tra essi merita particolare attenzione, anche perché ha rappresentato uno dei fil rouge dell’intera giornata, il tema della digitalizzazione.

Si è parlato di digitalizzazione subito dopo l’intervento di apertura del presidente Marco Gay al tavolo “Senza confini” dove hanno preso la parola gli amministratori di alcune importanti multinazionali: IBM, Facebook, Lavazza, L’Oreal.

Luca Colombo, Country Manager Facebook Italia, ha affermato che la digitalizzazione può avere un ruolo cruciale, dando l’opportunità alle imprese, in primis le Pmi, di affacciarsi su mercati esteri per sviluppare nuovo business. In un’economia sempre più globale, infatti, per avere un ruolo di primo piano è importante sviluppare reti digitali: il rilancio del nostro Paese può realizzarsi anche grazie ad propensione più marcata dei giovani all’impresa. Una cultura digitale maggiormente diffusa unita ai correlati strumenti che essa offre, costituisce una spinta per rilanciare la mobilità sociale e permettere di costruirsi un’opportunità economica.

Cristina Scocchia, amministratore delegato di L’Oreal Italia ha spiegato come le imprese non debbano solamente bussare alla porta della politica ma debbano fare la loro parte, in primis, tornare a investire in tecnologia e digitalizzazione.

Particolarmente interessante è stato l’intervento di Fabio Vaccarono, Managing Director di Google Italy: egli ha sottolineato, da un lato, come l’Italia negli ultimi anni abbia fatto importanti passi avanti nella digitalizzazione, dall’altro, come vi sia una pressante necessità per il nostro Paese di continuare su questa strada di sviluppo.

Poi, il manager ha spiegato che ci stiamo trovando di fronte ad una epocale trasformazione dell’economia in senso digitale, una vera e propria rivoluzione industriale: come dati avvaloranti la tesi, basta pensare che al 2020 almeno 25 miliardi di device saranno collegati alla rete e che nel giro di 4 – 5 anni, ha aggiunto il manager, ci saranno nell’Unione Europea circa un milione di posti di lavoro legati alla digitalizzazione che saranno vacanti a causa del digital skills shortage.

La rivoluzione digitale in atto, trasversale ed orizzontale, è così pervasiva che internet non può essere più considerato un settore a se stante ma tocca tutti i settori, a tal punto che ogni business sarà un internet-business. Tale rivoluzione è una rivoluzione culturale a cui l’Italia sembra non essere ancora pronta anche se qualche passo in avanti è stato fatto. C’è, infatti, un problema di carattere culturale: il 40% degli imprenditori italiani afferma addirittura che internet non è fondamentale per la propria azienda malgrado l’UE abbia dichiarato che per 85% dei mestieri da qui al 2020 saranno necessarie competenze digitali.

Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, con il suo intervento conclusivo nel tardo pomeriggio, ha fatto un accenno alla digitalizzazione. Vista l’importanza per lo sviluppo del Paese, Renzi ha ricordato alla platea che da agosto Diego Piacentini, vicepresidente di Amazon, sarà per due anni, a titolo gratuito, a capo del “digital office” di Palazzo Chigi al fine di attuare una rivoluzione digitale nella Pubblica Amministrazione e di riportare l’Italia in cima alle classifiche di competitività in questo settore.